Facce di terra

Immagine: Facce di Terra, i volti in argilla e rifiuti di Cristiano Quagliozzi alla Biblioteca Nazionale di Torino

Facce di Terra, i volti in argilla e rifiuti di Cristiano Quagliozzi alla Biblioteca Nazionale di Torino

Nelle bocche spalancate e nelle cavità degli occhi, si incastrano bottiglie di vetro e pvc, mozziconi di sigarette, tappi d’acciaio e siringhe, a ricordare che di tutto ciò che viene gettato a terra si conserva memoria

“La poca cura per l’ambiente che ci circonda, rimane nella memoria materiale del pianeta da cui viene assorbita come il concime di un futuro contaminato”.

È questa l’idea fondamentale da cui prende forma Facce di Terra, l’installazione site specific che l’artista romano Cristiano Quagliozzi presenta giovedì 4 giugno a Torino, presso la biblioteca Nazionale Universitaria in piazza Carlo Alberto. Si tratta della realizzazione di alcuni volti in argilla uniti a rifiuti abbandonati di varia natura, nei quali la fragilità del minerale e il suo semplice quanto fisiologico disfacimento vengono messi in contrasto con la tenacia e l’ottusa resistenza al deteriorarsi dei materiali di scarto prodotti dall’uomo.

Facce di Terra, i volti in argilla e rifiuti di Cristiano Quagliozzi alla Biblioteca Nazionale di Torino

“La terra è l’habitat dove persone, animali e piante coesistono ed in cui sono destinati a tornare, come tale essa è l’emblema della memoria e della rigenerazione della vita – si legge nella presentazione della performance, realizzata per la prima volta l’anno scorso a Castrovillari e riproposta tra le altre a Venezia e Milano – Tutto torna ad essere terra, tranne i rifiuti, che ci mettono molto di più a degradarsi. Spesso vengono abbandonati ai bordi delle strade, nei borghi più suggestivi e antichi del nostro bel paese o ancor peggio nei boschi e dove la natura è ancora libera da palazzi e strade, trasformando paesaggi e luoghi meravigliosi in vere e proprie discariche”.

Facce di Terra, i volti in argilla e rifiuti di Cristiano Quagliozzi alla Biblioteca Nazionale di Torino

All’interno dei volti d’argilla di Quagliozzi, nelle bocche spalancate e nelle cavità degli occhi, si incastrano bottiglie di vetro e pet, mozziconi di sigarette, tappi d’acciaio e siringhe, che ne trasfigurano l’espressività e alterano la memoria della terra, prolungando oltremodo il suo fisiologico percorso di rigenerazione e cambiamento. “Il tempo distrugge questi volti che velocemente si vanno seccando e spaccando nei giorni, fino a farli tornare sassi. Un memento mori a dimostrazione dell’inesorabilità del tempo, le cui uniche tracce rimangono appunto i rifiuti e gli scheletri blandi di filo di ferro facilmente asportabili”. Facce di Terra viene inaugurata alle 16 presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Bruno Casola
Su Eco delle città. Notiziario per l’ambiente urbano e l’ecologia
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Facce di Terra
Istallazione site specific presso la Rocca Paolina Perugia. 2015
Facce di Terra Istallazione site specific presso la Rocca Paolina Perugia. 2015

Esclusiva, svelato il mistero sull’autore della Facce di Argilla disseminate nel centro storico di Perugia


Chi non si è accorto,in questi giorni,attraversando la Rocca Paolina o passeggiando per stradine e vicoletti dell’Acropoli,di strane facce che occhieggiavano da fessure e scorticate cavità degli antichi muri?
La curiosità era tanta,perchè comparivano al mattino,come dal nulla,forgiate indubbiamente nelle ombre della notte.Chi poteva mai essere quell’artista un po’ folle,che argilla alla mano dispensava le sue didascaliche,fugaci sculture?
Ne abbiamo voluto sapere di più e come segugi lo abbiamo scovato,conosciuto,intervistato.Un bel giovanotto romano,Cristiano Quagliozzi,con un backround artistico di tutto rispetto.
Cosa sono le tue “Facce di terra”,gli abbiamo subito chiesto.
“E’un’istallazione site specific,che consiste nella realizzazione di volti in argilla,uniti a rifiuti ambientali nella città e nei centri urbani in cui viene ospitata”, dopo il risultato positivo riscontrato nell’ottobre scorso presso la cittadina di Castrovillari,nell’ambito del Calabria Teatro Festival, è in atto la programmazione per nuove destinazioni,in cui l’azione può essere riproposta.Ho iniziato nel maggio scorso e proseguirò fino ad ottobre”.
Come ti è balenata questa idea di insolita performance artistica?
“La Terra è l’habitat in cui persone,animali e piante coesistono e dove sono destinate a tornare;come tale essa è l’emblema della memoria e della rigenerazione della vita…tutto torna ad essere terra,tranne i rifiuti,che impiegano molto più tempo a degradarsi.Spesso vengono abbandonati ai bordi delle strade,nei borghi più seggestivi ed antichi del nostro pianeta,o ancor peggio,nei boschi,ove la natura,ancora scevra dalle colate di cemento dei palazzi e lontano dalle nere strisce d’asfalto delle strade,trasformando luoghi incantati ed ancora incontaminati,in orribili discariche”.
Quindi,tu riproponi con forza e creatività alle nostre coscienze il gravissimo problema dell’inarrestabile inquinamento atmosferico?
“La poca cura dell’ambiente che ci circonda rimane nella memoria materiale del pianeta,da cui viene assorbita come il concime di un futuro contaminato”.
Parlaci di questo tuo connubio artistico tra volti artistici e spazzatura,che divengono un tutt’uno
“La spazzatura viene riproposta in forma estetica,in quanto appunto parte integrante dell’opera,ponendo l’accento sulla necessità di vita più ecosostenibile,incentrando l’attenzione sul problema dell’inquinamento”.
Quale sarà la sorte delle tue “Facce di terra”?
“Il tempo distruggerà questi volti che velocemente si andranno seccando e spaccando nei giorni,fino a farli tornare ad essere sassi…un “memento mori”,a dimostrazione dell’inesorabilità del tempo.Le uniche tracce rimangono i rifiuti e gli scheletri di fil di ferro,agevolmente asportabili”.
Cristiano ci ha consegnato alla riflessione e al silenzio.Scheletri,come diverremo noi,quando l’anima fuoriuscirà dal nostro involucro mortale.allora non ci resta che iniziare a fotografare,in maniera quasi compulsiva,quella che può essere vissuta come metafora della vita…Cruda,crudele,ma reale.Ed anche le foto diventano successiva metafora,come i nostri volti che ci sopravvivranno,incorniciati su una vecchia consolle,negli sguardi dei nostri cari,quando anche noi riprenderemo il viaggio di ritorno,verso colei che ci ha concepiti tutti,la nostra Madre Terra.

Amalia Popoli
Good Morning Umbria
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Azioni svolte dal 2014 al 2015Calabria (centro storico di Castrovillari),
Montefiascone (Ex Carceri),
Perugia (Rocca Paolina e centro storico),
Venezia (Teatro Marinoni Occupato),
Milano (Fabbrica del Vapore, Centro Culturale Polifunzionale Macao),
Roma (MAAM Museodell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz,Ex Oleificio Borgata Petrelli,
Latina (Centro Storico eMuseo Archeologici di Norma),
Abruzzo (Rocca di Pescina),
Torino (Biblioteca Nazionale),
Bomarzo (Castello Orsini).